Quando il termometro sale, il modo di bere cambia. I grandi rossi strutturati — quei Barolo e Amarone che d’inverno scaldano l’anima — cedono il passo a vini che rinfrescano, dissetano, alleggeriscono. Si cerca freschezza, sapidità, profumo. Si beve di più e più spesso, ma con meno impegno. Il calice estivo non chiede contemplazione: chiede piacere immediato.
Ma “vino estivo” non significa “vino semplice”. L’estate è il momento perfetto per scoprire vitigni sconosciuti, territori inediti, stili che il resto dell’anno restano nell’ombra dei grandi rossi. È la stagione in cui i bianchi, i rosati e le bollicine mostrano tutto il loro potenziale — e in cui i rossi più intelligenti dimostrano che non servono 15 gradi alcolici per emozionare.
L’estate è il regno dei bianchi, ma non di tutti i bianchi. Cercate vini con buona acidità e sapidità — quelle due qualità che danno la sensazione di dissetare, di pulire il palato, di invitare al sorso successivo. Evitate bianchi troppo morbidi, troppo alcolici o troppo evoluti: d’estate chiedono freschezza, non complessità.
Per un bianco quotidiano da terrazza serale, il Pagadebit Romagna DOC Poderi dal Nespoli è una piccola gemma romagnola: il Pagadébit (letteralmente “paga i debiti”, perché era il vitigno così produttivo da salvare le annate difficili) dà un vino fresco, floreale, leggero, con una sapidità che lo rende perfetto da solo o con un piatto di insalata di mare.
Chi cerca più struttura troverà nel Barone Montalto Bianco Sicilia DOC — un blend di Grillo, Viognier e Chardonnay dalla Sicilia orientale — un bianco dal profilo più ricco e stratificato: frutta tropicale, sfumature floreali, sapidità siciliana. Regge i piatti di pesce più strutturati — un cous cous di pesce, un’insalata tiepida di polpo — senza cedere alla temperatura.
Tra i vitigni da riscoprire d’estate: la Falanghina, con i suoi agrumi e fiori bianchi, il Famoso romagnolo, profumatissimo e sapido, e il Greco di Tufo, con la sua mineralità vulcanica e il corpo che non ti aspetti da un bianco estivo.





Il rosato è il vino estivo per eccellenza perché unisce la freschezza di un bianco alla struttura di un rosso leggero. È l’unico vino che si abbina con eguale disinvoltura a un crudo di pesce e a una grigliata mista, a un piatto di pasta al pomodoro e a un tagliere di salumi.
Il Passivento Rosato Terre Siciliane IGT Barone Montalto porta nel calice il sole della Sicilia: un rosato dalla tecnica del passimento parziale, con un profilo fruttato maturo e una struttura che regge i piatti più saporiti. Per chi preferisce un rosato dal profilo più nordico — minerale, croccante, meno fruttato — il Sei Anime Acqui DOCG Ricossa è un Brachetto vinificato in rosato secco che sorprende: erbe balsamiche, pietra focaia, un sorso energico e pieno. È un rosato da cena, non solo da aperitivo.
Servite i rosati a 10-12°C: troppo freddi perdono profumo, troppo caldi diventano molli. E in un calice da bianco ampio — mai nel bicchiere da trattoria.


Le bollicine in estate non hanno bisogno di giustificazioni. Che sia un aperitivo in terrazza, un brunch domenicale o la colonna sonora di una grigliata tra amici, la bollicina è sempre la risposta giusta.
Per l’uso quotidiano, un buon Prosecco è imbattibile: il Prosecco DOC Extra Dry Botter è fresco, floreale, con un perlage vivace che rinfresca il palato. Per chi cerca qualcosa di diverso, il Colibrì Vino Frizzante Chardonnay di Poderi dal Nespoli è un frizzante romagnolo leggero e agrumato, perfetto in spiaggia o a bordo piscina. E per le serate in cui l’aperitivo diventa cena, il Cucunci Blanc de Blancs di Barone Montalto porta dalla Sicilia bollicine vivaci e una sapidità adatta anche agli abbinamenti gastronomici.
Per un’occasione un po’ più speciale — il compleanno in giardino, la cena del sabato sera — il Cuvage Nebbiolo d’Alba DOC Brut Rosé è uno spumante che lascia il segno: rosé millesimato da Nebbiolo, con note di pane fresco, petali di rosa e frutti rossi, una complessità da Metodo Classico in un abito estivo elegantissimo.




Chi ama i rossi non deve rinunciarvi da giugno a settembre: basta scegliere quelli giusti e servili alla temperatura giusta.
I rossi estivi ideali sono giovani, poco tannici, con buona acidità. Il Codici Masserie Primitivo Puglia IGT ha la fruttosità e la morbidezza del Primitivo senza l’impegno strutturale di un appassimento — perfetto con una grigliata di salsicce e verdure. Il Fico Grande Sangiovese Romagna DOC Poderi dal Nespoli è un Sangiovese schietto e beverino che con 20 minuti in frigo diventa un rosso estivo impeccabile.
Il trucco è la temperatura: servite i rossi estivi a 14-16°C, mai a temperatura ambiente. Mettete la bottiglia in frigo 30 minuti prima di servire e vedrete un vino completamente diverso — più fresco, più fruttato, più vivo.


Non dimentichiamo che l’estate è stagione di cocktail a base di vino. Lo Spritz, il Bellini, l’Hugo sono classici intramontabili. Ma anche il Mimosa — spumante e arancia siciliana, pronta da versare — è perfetto per un aperitivo in spiaggia senza complicazioni.
E per chi vuole più leggerezza, i Mosketto — mosti d’uva parzialmente fermentati, dolci, frizzanti, a bassissima gradazione — sono la scoperta dell’estate per chi vuole un calice senza impegno: freschi, fruttati, colorati, perfetti con un gelato o una macedonia.


L’estate è il momento perfetto per sperimentare. Comprate un vino che non avete mai provato, un vitigno di cui non avete mai sentito parlare, una regione che non associate al vino. Il Pagadébit romagnolo, il Famoso, il Greco di Tufo campano, il Grillo siciliano — sono tutti vitigni che d’estate brillano e che aspettano solo di essere scoperti.
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